TOLO Green e Cooperativa Produttori Arborea insieme per sviluppare sinergie per l’alimentazione dei bovini

Approvata la terza fase di sviluppo del progetto: si passa alla esecuzione per un nuovo prodotto quale mangime innovativo.
Oristano,   Un nuovo progetto di ricerca per valutare gli effetti della somministrazione di Spirulina negli allevamenti di bovini. Questo l’obiettivo della collaborazione fra TOLO Green, i più importanti produttori europei di Spirulina, e Cooperativa Produttori Arborea, leader in Sardegna per la produzione di carne bovina. La Spirulina sarà utilizzata come integrazione funzionale per l’alimentazione di vitelli neonatali, con l’obiettivo sia di migliorare la salute e la crescita dell’animale, sia di fornire al consumatore un prodotto con migliori caratteristiche nutrizionali. Un’innovazione per il settore zootecnico che garantirebbe inoltre processi sostenibili ed economicamente vantaggiosi, attraverso l’uso di materie prime green e carbonnegative. L’intuizione – se confermata dai programmi di ricerca avviati anche grazie al supporto scientifico del Dipartimento di Scienze Zootecniche dell’Università di Sassari – avrebbe un impatto importante per la sostenibilità degli allevamenti di bovini e aprirebbe la strada a successivi step di sperimentazione che potrebbero coinvolgere animali in altre fasi critiche del ciclo produttivo (pre e post partum), fino all’impiego su bestiame in piena lattazione. Le microalghe rappresentano, in virtù della propria composizione chimica, un’alternativa economicamente ed ecologicamente sostenibile sia alle proteine di origine animale che di origine vegetale da utilizzare nell’ambito della mangimistica, in particolare per gli allevamenti di bovini. La presenza di numerose sostanze biologicamente attive, infatti, conferisce loro un potenziale pressoché illimitato in termini di sostituzione e/o integrazione all’alimentazione tradizionale degli animali. Il progetto di ricerca, in particolare, analizzerà il contributo della somministrazione di Spirulina nell’alimentazione dei vitelli neonatali per lo sviluppo del rumine, che, avvenendo in maniera più rapida, amplificherebbe di riflesso l’efficienza dell’intero sistema digerente. Verrebbe così favorito un miglior apporto di nutrienti anche in questa delicata fase di vita del bovino nella quale, spesso, si rischia di praticare lo svezzamento prematuramente, con conseguente indebolimento dei vitelli, più soggetti al rischio di patologie.